Yoga del Kashmir

È uno Yoga contemporaneo ispirato ai concetti cardine della filosofia dello Śivaismo Kaśmīro, in cui l’essenza della tradizione testuale kaśmīra viene vissuta nel corpo, nel respiro, nella mente e nel cuore. Per i maestri kasmiri non c’è differenza tra fisico e spirituale: tutto ciò che esiste è abitato e animato dalla sola coscienza (saṃvid) o vibrazione dell’energia vitale (spanda), presente in ogni cosa. Non esiste separazione tra noi e il mondo, ma soltanto la viva relazione tra questi due poli; ogni cosa è tutto” (sarvam sarvātmakam).

Lo Yoga del Kaśmīr viene vissuto come “celebrazione della vita e del sacro” e “relazione col Divino (o Universo)” esprimendo il proprio mondo interno, l’intensità dei sensi e della vita emotiva, attraverso la pratica degli āsana, delle mudrā, del prāṇāyāma, di visualizzazioni e vivendo il corpo come spazio infinito: questo yoga è un mezzo per arrivare a sentire più intensamente il manifestarsi dell’esistenza.

Nella pratica dello Yoga kaśmīro è possibile percepire la meravigliosa unità dei principi fondamentali che caratterizzano la tradizione dello Haṭha Yoga e i profondi insegnamenti dello śivaismo kaśmīro; gli āsana dello Haṭha Yoga vengono però proposti con un approccio che è tipico della visione filosofica kaśmīra ovvero l’accento di questo Yoga è infatti sul vissuto interiore anziché sulla postura fisica.

L’unicità e la meraviglia dello Yoga Kaśmīro sta nel scaturire dall’interno di noi stessi, ovvero dalla nostra più profonda essenza, per irradiarsi al di fuori, oltre i confini del corpo e dello spazio, mentre la nostra mente ritrova spontaneamente la sua vera natura che non è quella razionale e intellettuale ma diventa pratibhā: “intuizione, riconoscimento della nostra vera natura”.

L’āsana nello Yoga Kaśmīro, è un dimorare all’interno, non è semplicemente qualcosa di fisico che nasce da un muscolo che si attiva, ma è un gesto che nasce dal nostro stato interiore, dal nostro stato emotivo, dalla vibrazione della vita in noi che va a creare la forma dell’āsana e a suscitare il movimento del corpo nello spazio e l’immobilità della forma, arrivando a sentire che il corpo non è quello che noi viviamo chiuso nei nostri confini abituali ma come qualcosa che più “stiamo” e più si allarga e si espande; in āsana non solo portiamo l’immensità del nostro mondo interno ma diventiamo ciò che contempliamo.

Le posture se praticate correttamente, senza uno scopo da raggiungere ma donandosi unicamente all’ascolto istante per istante del corpo, del movimento del respiro, delle sensazioni, delle emozioni, senza interpretazione e giudizio di ciò che viene vissuto e senza focalizzarsi unicamente sulla precisione della postura, innalzano naturalmente il livello di coscienza e permettono al corpo di rivelare blocchi corporei e i rispettivi antagonisti psicologici.

Nella pratica Yoga viene portata l’essenza dei testi śivaiti i quali ci insegnano a scoprire il vuoto nel respiro, nel corpo, nei sensi e nel mondo esterno e a come dimorarvi. In questo Yoga ha infatti un ruolo importante il lavoro con lo spazio, con il vuoto, con gli spazi vuoti, con il corpo non inteso come corpo fisico come noi lo percepiamo compatto nei suoi confini delimitati ma lavorando molto con lo spazio intorno al corpo come se i confini del corpo in questo Yoga fossero sentiti e vissuti come aperti; lo spazio esteriore diventa “uno” con lo spazio interiore, la mente si libera dai pensieri e si sperimenta quel Vuoto che è la Pienezza del Tutto, quel Vuoto che altro non è che il Pieno della Coscienza nella sua massima estensione.


  • lezioni di Yoga del Kaśmīr private (individuali) o semi-private (due persone).

  • lezioni a piccoli gruppi.