Il Sanscrito e i mantra
Lo studio del Sanscrito e la pratica del mantra-yoga hanno “magicamente” stravolto il mio percorso personale nella via dello Yoga, portandolo ad una profondità inaspettata. Entrambi sono fondamentali nella mia sādhanā quotidiana e la recitazione di specifici mantra viene spesso inserita nelle mie lezioni.
Il Sanscrito è il linguaggio con cui la Divinità ha svelato agli uomini la Conoscenza sulla vera natura del Sé, del mondo e di Dio attraverso gli antichi testi sacri indiani della logica, della filosofia e della metafisica non-duale; il sanscrito ci dà quindi accesso all’essenziale delle conoscenze, delle saggezze e della spiritualità indiana, nonché alla scienza dello Yoga, della medicina Āyurveda e dell’astrologia Jyotis. Esso possiede un’immensa ricchezza di significato grazie ad una grande varietà lessicale; nel suo vocabolario troviamo sfumature di senso per noi inedite che ci permettono di ottenere uno sguardo diverso e più profondo del mondo.
Secondo la cultura indiana, così come fu veicolata dalla lingua sanscrita, la virtù della Parola non si limita alla comunicazione; essa incarna l’Assoluto nella forma del Suono eterno, increato e ineffabile. Secondo i filosofi indù infatti il sanscrito possiede una natura vibratoria (spanda), la quale non solo assicura la trasmissione della conoscenza, ma per mezzo di essa tutte le cose esistono; i fonemi formanti le 50 lettere dell’alfabeto sanscrito sono considerati come simboli che esprimono l’originaria potenza sacra che manifesta, sostiene e riassorbe la creazione e nella visione tantrica sono considerati essi stessi dei mantra (formule sacre).
Il termine sanscrito mantra è composto dalla radice verbale man che significa “pensare” e dal suffisso tra utilizzato per conferire alle parole la denotazione di “strumento”. Un’analisi tradizionale del termine che si trova più spesso nei tesi tantrici collega invece il suffisso tra alla radice trai col significato di “salvare o proteggere”: il mantra risulta quindi uno strumento del pensiero considerato anche una forma di pensiero protettivo e salvifico.
Mediante la ripetuta pronuncia o anche la semplice formulazione interiore di queste formule sacre, la nostra coscienza è in grado di connettersi con l’infinito (o Realtà) e una volta che la nostra coscienza è connessa, la vibrazione dell’infinito si manifesta in ogni molecola e cellula del nostro corpo; questo effetto fornisce un’elevazione del nostro livello di coscienza. Il nostro stesso corpo è intessuto di mantra: i cakra lungo la colonna vertebrale formano una spirale composta dall’insieme delle lettere/suoni ciascuna delle quali risuona in una specifica frequenza vibratoria.
La recitazione dei mantra non solo rende più limpida e concentrata la mente purificandola dai condizionamenti e dagli automatismi psicologici ma la sua azione si spinge all’inconscio, liberandolo dal potere delle profonde impressioni negative seminate dalle azioni passate samskāra. Inoltre, secondo la cultura indiana e la loro medicina tradizionale, questi flussi sonori la cui potenza proviene dalla vibrazione che è alla loro base, posseggono un potere insito di guarigione.
La sola conoscenza intellettuale, o una pratica distratta e inconsapevole del mantra-yoga come di qualunque altra tecnica yogica, è di poca utilità, ma avvicinandosi a questa antica disciplina con umiltà e praticandola con consapevolezza e nel rispetto delle sue regole, essa trasforma le nostre vite.